Data odierna 22-11-2017

In un mondo fatto di stress, qualche attimo di relax non guasta affatto. È bello fermarsi, dare libero sfogo alla fantasia attraversando territori che comprendono fittizie città incantante oppure fermarsi...

Parole, parole, parole…..

In un mondo fatto di stress, qualche attimo di relax non guasta affatto. È bello fermarsi, dare libero sfogo alla fantasia attraversando territori che comprendono fittizie città incantante oppure fermarsi per mettersi in ascolto di se stessi che è poi il fulcro della nostra esistenza. Non è facile, mi rendo conto! C’è gente che fa fatica ad ascoltare gli altri, come può ascoltare se stesso? Che tormento, per alcuni, rimanere in silenzio mentre l’altro parla. Proprio non ce la fanno a lasciarlo finire. Sapranno sempre come giustificare il loro intervento, la loro interruzione. Una volta sarà inesatto ciò che l’altro afferma, a volte perchè non ricorda, altre volte potrebbe essere l’intonazione a non essere corretta ed altre volte ancora la mimica facciale. Insomma, pur di interrompere l’altro, qualsiasi cosa va bene.

E così capita che il discorso diventa “a senso unico”. Uno parla, parla e l’altro ascolta. Oppure fa finta di ascoltare. Eh si, vi sarà sicuramente capitato di essere tempestati da fiumi di parole. Parole, parole, parole…senza fine, senza alcuna pietà per le vostre povere orecchie. Per finire, per proteggervi, non vi resta altro da fare se non rivolgere il vostro pensiero a qualcosa di piacevole oppure pensare all’organizzazione della festa di compleanno di vostra figlia, facendo finta di mostrare interesse al soliloquio dell’altro, mormorando qualche si, ah, ecco di tanto in tanto (sempre che vi riesca!).

E fin quando vi raccontano dei loro problemi…..può anche andare. Più difficile diventa quando incappate in qualcuno che vi costringe ad ascoltare fatti che non vi interessano, non vi riguardano e non dovrebbero riguardare nemmeno l’interlocutore (se così si può chiamare!). Pettegolezzi, giudizi sulle scelte degli altri, sul modo di vestirsi, sul modo di camminare, sul modo di gesticolare e, pensate, persino sul modo di esprimersi degli altri!

E poi ci sono quelli che parlano per ore dei loro nipotini, altri che ti riempiono la testa parlandoti delle loro vacanze, altri ancora della suocera o della nuora….per ore intere!

Altra categoria è quella che io chiamo “del disco rotto”, quelli, cioè, che ritornano sempre sul medesimo discorso. Alcuni, qualsiasi sia l’argomento, fanno un continuo riferimento a un tema preciso che sta loro a cuore: “mio marito ha fatto… mio marito ha detto…..”. Altri, per spiegare una cosa, la ripetono più e più volte, come se chi li ascolta fosse un ritardato mentale, non in grado di capire la spiegazione. Da non tralasciare una categoria che personalmente non reggo e non faccio neanche finta di ascoltare ma abbandono dopo pochi minuti. Sono quelli parlano solo di alcuni argomenti (lo sport, il lavoro, un hobby), infischiandosene altamente del fatto che possano non interessare a chi li sta ascoltando…

In tutti i casi, comunque, il risultato è negativo e la comunicazione è impossibile. Alla fine ti ritrovi con il mal di testa e col pensiero fisso di andare a trovare un po’ di silenzio nel deserto o in un eremo fuori dal mondo!

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