Data odierna 21-11-2017

Le numerose manifestazioni di arroganza degli ultimi tempi sono dei chiari campanelli d’allarme dello stato deprimente del costume attuale, dove arroganza e maleducazione superano di gran lunga le...

Maleducazione ed arroganza: un atteggiamento dell’animo o un fenomeno di costume?

Le numerose manifestazioni di arroganza degli ultimi tempi sono dei chiari campanelli d’allarme dello stato deprimente del costume attuale, dove arroganza e maleducazione superano di gran lunga le regole del vivere civile. La quotidiana somministrazione di maleducazione, temo, tende ad elevare sempre di più la soglia del consentito, una assuefazione ad insulti, urla e prevaricazioni d’ogni genere. Siamo circondati dagli spocchiosi, dai maleducati, dagli arroganti. È inevitabile: li incontriamo ovunque… anche quando, dopo una giornata di duro lavoro ci sdraiamo sul divano di casa, davanti al televisore, pensando di poterci rilassare. Anche in questi casi, infatti, capita di incappare in personaggi che devono dimostrare a se stessi ed agli altri di essere “qualcuno”, di essere i migliori, i più colti, i più intelligenti. Ovviamente, mi direte, almeno la televisione ti offre la possibilità di cambiare canale. Certo, ma rischi di ritrovarteli su un’altra rete, ancora più arroganti, ancora più maleducati, ancora più insolenti! E si, perché codeste persone, vengono invitate ovunque e di frequente ed a loro è concesso tutto e di più: fanno audience! Perché mettere in scena conflitti, discussioni, sproloqui o trasgressioni fa, purtroppo, ancora audience e i direttori delle reti televisive sono, oggi più che mai, schiavi degli ascolti che devono essere alti per non essere “silurati” , finendo per prestare poca attenzione alla qualità dei programmi. Così, in una società che sempre più si intreccia con il mondo dei media, passa il messaggio che la prepotenza e la cattiva educazione non vengano più considerate mancanza di rispetto per il prossimo, quindi qualcosa di assolutamente negativo, ma virtù, capacità di farsi valere, di affermarsi come “leader”. Prendiamo Vittorio Sgarbi, ad esempio, assiduo ospite dei noti salotti televisivi. Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi, classe 1952, laureato in filosofia con specializzazione in storia dell’arte, deve la sua carriera televisiva alla trasmissione “Maurizio Costanzo Show”, dove, proprio per la sua maleducazione e prepotenza diventò famoso. Si presenta in Tv in veste di tuttologo per dare giudizi sui più svariati argomenti, anche se non di sua competenza, e con parolacce, urli e strepiti tenta di imporre il suo punto di vista, offendendo e umiliando tutti coloro che non la pensano come lui. E ancor di più infierisce e si altera quando la vittima degli insulti non reagisce. È mai possibile che un uomo di cultura non abbia avuto e non abbia altri mezzi per affermarsi? Chi è realmente superiore agli altri non ha bisogno di urlarlo ai quattro venti, di sopraffare il prossimo, di umiliare i suoi interlocutori, di comportarsi da zoticone ma usa solitamente strategie sottili, educate e rispettose.

Maria Bernasconi

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