Data odierna 26-04-2017

Si è chiusa una delle più brutte campagne referendarie degli ultimi anni. Una campagna sfiancante, durata mesi e mesi. Uno scontro continuo, dai toni duri, violenti e irrispettosi verso chi esprimeva...

L’insopportabile campagna referendaria

Si è chiusa una delle più brutte campagne referendarie degli ultimi anni.

Una campagna sfiancante, durata mesi e mesi. Uno scontro continuo, dai toni duri, violenti e irrispettosi verso chi esprimeva la propria opinione, qualunque essa fosse. Un confronto scandito da insulti, minacce, accuse di brogli nei confronti degli italiani all’estero dei quali, miracolosamente e improvvisamente, si è iniziato a parlare quotidianamente. Insomma, un vero e proprio combattimento durante il quale la villania, la maleducazione, l’arroganza, e chi più ne ha più ne metta, hanno avuto la meglio.

Si è detto di tutto: che la vittoria del Sì avrebbe portato a una deriva autoritaria, che l’affermazione del No, invece, avrebbe anticipato il crollo delle borse e di diverse banche. In queste lunghe, lunghissime settimane si è parlato molto delle conseguenze del voto, vere o presunte. E alla fine, caso più unico che raro, nessuno schieramento ha rinunciato a cavalcare i temi del populismo e dell’antipolitica.

Pochissimo si è parlato della riforma costituzionale, vero oggetto del contendere. Un argomento forse troppo complesso per coinvolgere buona parte dell’elettorato. Mi si dice che gli insulti ci sono sempre stati, ma mi riesce difficile credere che si sia arrivati a definire gli avversari alla stregua di killer seriali o scrofe ferite. E ora cosa accadrà? Tutti in campagna elettorale… da ieri fino al giorno in cui si voterà per le politiche.

Ora si inizierà a gridare che gli altri sono tutti ladri, che tutte le responsabilità sono da addebitare sempre e soltanto agli altri, a cominciare dall’ultimo governo. In ogni caso, i toni non accennano a smorzarsi.

Chissà a quante e quali altre ignominie dovremo assistere da oggi in avanti?!

Maria Bernasconi

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