Data odierna 18-08-2017

Non che non si sappia che il pianeta abbonda di codesta categoria… Ci sono (e non sono pochi!) bugiardi così bugiardi che finiscono col credere alle fandonie che raccontano agli altri ed a loro...

La categoria dei bugiardi e le sottospecie

Non che non si sappia che il pianeta abbonda di codesta categoria… Ci sono (e non sono pochi!) bugiardi così bugiardi che finiscono col credere alle fandonie che raccontano agli altri ed a loro stessi. Si, perchè a lungo andare, si convincono di essere sinceri e, forse senza nemmeno più rendersene conto, ripetono panzane a raffica.

Naturalmente, anche tra la categoria dei bugiardi ci sono le sotto-categorie: c’è chi è bugiardo di professione. Lo sono spesso i politici, per motivi “elettorali” o anche solo per abitudine. Personaggi più o meno noti (o che sperano di diventarlo) per arroganza, presunzione, vanteria o illusione di essere divertenti. Ogni sorta di opinionisti, tuttologi, presunti “esperti”, scribacchini e chiacchieroni.

C’è poi chi mente per il gusto di mentire. Per vantarsi o “farsi bello”. Per cercare di sedurre, o stupire, o rendersi interessante. Per offrire consigli non richiesti. Per fingere competenze che non ha. Per nascondere o travestire ciò che non vuol far sapere. Per il gusto del pettegolezzo. O, peggio ancora, per nuocere a un avversario o a qualcuno che gli è antipatico.

Altra categoria è quella dei “bugiardi buoni”: mentono perché la verità potrebbe far male. Quanta sensibilità…!

E poi, ancora, la sottospecie “bugiardi per vigliaccheria”. Dicono che ci vuole molto coraggio per dire la verità. Si, talvolta si!

Non occorre, però, essere aggressivi, né polemici o insultanti. Spesso una verità, grande o piccola, si può affermare con pacata chiarezza. Ed è opportuno essere pronti a cambiare idea, o a correggere le nostre percezioni, quando c’è un buon motivo per farlo.

Cercare e affermare la verità non vuol dire credere che sia incisa nel marmo. Né restare ciecamente ancorati a ciò che crediamo di sapere. Non si finisce mai di imparare. Ma per arricchire davvero le nostre conoscenze, e avere utili scambi di opinione, occorre togliere di mezzo le bugie, i pregiudizi, i preconcetti, le “mezze verità” e la sciocca convinzione che qualcosa sia “vero” solo perché lo sentiamo continuamente ripetere.

Tutto questo è ovvio? Bello sarebbe se lo fosse! Ma così, purtroppo, non è. E, anche in quel caso, non potremmo smettere di stare in guardia. Perché le bugie (come la stupidità) hanno un’insidiosa capacità di riprodursi “sotto mentite spoglie” e di riproporsi con ogni genere di travestimenti.

Insomma proviamo a dire più spesso la verità. E soprattutto a cercarla, nel marasma di panzane, pressapochismi, consapevoli inganni o superficiali errori, in cui siamo quotidianamente sommersi.

È difficile? Meno di quanto sembra. Con un po’ di esercizio può diventare una “sana abitudine”.

 

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