Data odierna 23-06-2017

In ogni ufficio pubblico o privato che sia, ci sono persone e personaggi di ogni tipologia: c’è lo stakonovista, il ribelle, il riverente, il pelandrone, il disonesto, il tirapiedi…. Insomma,...

La categoria degli arrivisti

In ogni ufficio pubblico o privato che sia, ci sono persone e personaggi di ogni tipologia: c’è lo stakonovista, il ribelle, il riverente, il pelandrone, il disonesto, il tirapiedi…. Insomma, un po’ di tutto. Ma c’è una categoria verso la quale io (forse in buona compagnia) sono particolarmente “allergica”: quella dell’arrivista, cioè di colui che, pur di “arrivare”, è capace di ogni meschinità, malato di superbia ed egoismo, che non ha pudore nel vendersi al miglior pagatore: un opportunista formidabile che eleva l’ambizione a valore assoluto. Per questa categoria non esistono i sentimenti, il rispetto per il prossimo; ogni mezzo, compromesso, sotterfugio, inciucio è lecito per “scalare la vetta”, fosse anche dover passar sopra al cadavere di un parente stretto. Perché, in effetti, per l’arrivista non esiste madre, né padre, parenti o amici che tengano: a lui interessa solo il proprio tornaconto personale. Costi quel che costi. E una volta arrivato non si accontenta di essere tra i potenti ma inveisce contro i “sottoposti” per ripagarsi di tutte le angherie, le umiliazioni, gli oltraggi che ha dovuto subire per arrivare al vertice. Capita così che molto spesso si trovino ai “posti di comando” molti ruffiani (per usare un eufemismo) senza arte né parte, arroganti, privi di ingegno e di capacità ma che hanno fatto carriere fulminee e stupefacenti.

La categoria abbonda, ovviamente, anche nel mondo della politica e la cosa preoccupa ancora di più perchè in presenza dell’arrivismo politico sarà ben difficile portare avanti le idee dei tanti che la poltica dovrebbe- rappresentare.

Maria Bernasconi

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