Data odierna 21-11-2017

Chi oggi parla di maschilismo deve fare i conti con coloro che lo incolperanno di affrontare un argomento poco rilevante e superato, di vivere nel passato visto che oggi c’è la parità, ecc. Uno...

I maschi pensano solo al potere

Chi oggi parla di maschilismo deve fare i conti con coloro che lo incolperanno di affrontare un argomento poco rilevante e superato, di vivere nel passato visto che oggi c’è la parità, ecc.

Uno studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica “Neuroimage”, condotto presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, conferma, invece, che il maschilismo è tutt’altro che scomparso, anzi, è vivo è vegeto. Le donne lo sanno bene e lo ripetono da sempre. Gli scienziati hanno scoperto che, nei maschi, c’è una forte tendenza ad associare il sesso maschile a nozioni legate alla forza, quali potere, autorità, successo, prestigio. Per contro, sempre gli uomini, sono portati ad associare il sesso femminile a nozioni di debolezza, fragilità, indecisione, passività, sottomissione. Maschilisti lo sono dunque anche quelli che sostengono di non esserlo, anche coloro che si dicono progressisti e liberali, di ampie vedute e rispettosi delle potenzialità della donna. Semplicemente lo nascondono. In modo più o meno consapevole, mettono in azione un particolare interruttore del cervello che maschera tutto il loro maschilismo e le loro convizioni che quasi tutto sia “cose da uomini”. Se questo interruttore viene inibito, persino un giovane, istruito, moderno e di ampie vedute, finisce col credere al cliché del “il potere è soltanto degli uomini”.

Far capire alla gente cos’è il maschilismo è una delle cose più difficili che esistano. Il maschilismo è un po’ come l’arte: qualcosa di indefinibile che suscita emozioni forti (con conseguenze ovviamente molto diverse dall’arte). Qualcosa di talmente difficile da distinguere e denunciare, che le donne in genere tendono a interiorizzarlo ed a convicersi che sì, in fondo gli uomini sono migliori, hanno le loro ragioni per fare quello che fanno, bisogna giustificarli. Molte, però, sono le donne coraggiose, che non si piegano alla rassegnazione, che, giorno dopo giorno, combattono piccole e grandi battaglie contro quel maschilismo “nascosto”, contro le piccole e grandi prepotenze e i soprusi taciti o manifesti, in casa e in società, per ottenere i diritti che andrebbero riconosciuti non solo alle donne ma ad ogni essere umano in quanto tale.

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.

(Oriana Fallaci)

Il coraggio

Come sarebbe triste trascorrere la vita pensando: se solo avessi un po’ più di coraggio…. Qualunque sia il risultato, è fare un passo avanti sulla strada che ritenete giusta. Non preoccupatevi di quello che gli altri possono pensare: la vita è vostra!

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.


(Rita Levi-Montalcini)

Maria Bernasconi

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