Data odierna 21-11-2017

Mi è capitato, di recente, di essere travolta per giornate intere da fiumi di parole. Parole inserite all’interno di discorsi vani, ripetuti, affettati. Discorsi tesi a ricercare una certa posa...

Fiumi di parole

Mi è capitato, di recente, di essere travolta per giornate intere da fiumi di parole. Parole inserite all’interno di discorsi vani, ripetuti, affettati. Discorsi tesi a ricercare una certa posa innaturale, ipocrita. Parole, parole e ancora parole, che confondono, stordiscono, svuotano.

Parole completamente separate dalle cose, parole che hanno perso di colore e di calore.

Parole pronunciate da persone affette da logorrea, che non mollano mai la presa. Mai di loro iniziativa. Il logorroico non vi ascolta mai, nemmeno quando vi fa una domanda. Non gli interessa la vostra risposta e se provate a rispondergli lui vi parlerà sopra perché deve gioire del celestiale suono della sua voce. Parole pronunciate da logorroici, che trovano, in ogni singola frase, un appiglio per imbastire un nuovo discorso.

E devo dire che ho riscontrato un forte aumento di maschi dalla “parlantina lunga”, capaci di parlare senza accorgersi di massacrare il cervello (per usare un eufemismo) del prossimo.

Quello che più mi urta è il logorroico “narciso”. È un uomo convinto che ciò che ha da dire sarà sempre molto più importante di ciò che hanno da dire gli altri. Subire un discorso di un “blablabla” uomo può indurre alcuni sintomi come sonnolenza, disperazione, follia omicida fino all’autolesionismo!

Eppure, noncuranti degli altri, c’è chi continua a chiedere sempre più parole. Parole inutili, insensate, farneticanti, demagogiche, di circostanza, conformiste. Parole, parole, parole………

Maria Bernasconi

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