Data odierna 21-11-2017

Dalle mie parti, ancora oggi, capita di vedere grande attenzione nei confronti di uomini che ricoprono cariche più o meno importanti e scarsa premura nei confronti di donne che ricoprono lo stesso ruolo....

È capitato, capita e capiterà ancora

Dalle mie parti, ancora oggi, capita di vedere grande attenzione nei confronti di uomini che ricoprono cariche più o meno importanti e scarsa premura nei confronti di donne che ricoprono lo stesso ruolo. Capita ancora, ad esempio, e non si tratta di malafede, che nel corso di un evento pubblico al quale sono presenti un uomo ed una donna che rappresentano, a parità di rango, la stessa istituzione, venga citato il primo mentre si dimentica di citare la seconda.

Visto e considerato quanto sopra, da tempo, mi chiedo come mai possa ancora accadere tutto ciò e cosa debbano fare le donne per godere della stessa considerazione ed attenzione riservata ai loro “colleghi” maschi. Semplici dimenticanze, direte voi. Probabile, dico io, ma che fare per farsi notare? È mai possibile che per essere considerate nel dovuto modo le donne debbano “maschilizzarsi” al punto tale da perdere la propria femminilità e magari ricorrere ad una cura ormonale per farsi crescere barba e baffi, irrobustire la voce e sviluppare i muscoli? È ovvio che, età e fisico permettendo, una alternativa di sicuro successo potrebbe essere quella di presentarsi con una minigonna vertiginosa, calze a rete, tacchi a spillo e profonda scollatura (vero maschietti?). L’assennatezza, la sobrietà, il garbo e la dolcezza non sembrano affatto aiutare quello che, ancora oggi, molti uomini definiscono il “sesso debole”.

Ma che dici, Maria? Non penserai che si tratti di maschilismo? Lo sanno tutti, ormai, che da anni abbiamo raggiunto la parità tra i generi, che le donne possono e vogliono fare tutto quello che fanno gli uomini! Suvvia, ormai nessuno accetta l’idea che la donna è inferiore e l’uomo superiore. Vi starete dicendo: va bene tutto, ma i tempi sono cambiati, anche se ci stiamo portando dietro, più o meno consapevolmente, più o meno dolorosamente, gli effetti di un “sistema culturale” vecchio di millenni, il mondo si è evoluto, la nostra società anche, e noi donne di sicuro.
Ebbene si, penso proprio si tratti degli effetti di un “sistema culturale” di vecchissima data. Pensate, Aristotele, ritenuto una delle menti filosofiche più innovative, prolifiche e influenti del mondo antico, citava ”L’uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l’altra ubbidisce”. Nel frattempo, molta acqua è passata sotto i ponti, ma, sia ben chiaro, la parità di genere è vera a parole, vera nelle dichiarazioni delle istituzioni e vera nei lunghi dibattiti parlamentari, ma non è assolutamente vera nei fatti. Ci sono molte buone intenzioni, da parte degli uomini, sulla parità di genere, ma nella prassi molte cose vanno nella direzione opposta. Che cosa significa? Significa che nell’atteggiamento mentale di moltissimi uomini e, purtroppo, anche di molte donne, permane un’idea radicata e potente di una profonda differenza uomo donna, una differenza che è sostanziale, di valore, di qualità e anche di merito.
E nella pratica di tutti i giorni quest’idea della differenza uomo donna, crea profondi svantaggi per le donne.
Che si fa ragazze? Non c’è molto da fare, dico io, se non armarsi di santa pazienza ed attendere… perchè la parità tra i sessi è un’utopia ancora lontana. Ma qualcosa possiamo fare: insegnare ai nostri figli le regole dell’uguaglianza e del rispetto, così che quando cresceranno, la parità tra i sessi sarà per loro qualcosa di naturale e le differenze tra i due sessi si faranno, piano piano, più sottili, fino (si spera) a scomparire del tutto in un futuro (si ri-spera) non lontano.

Maria Bernasconi

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