Data odierna 22-11-2017

Ho deciso di non mollare, di perseverare, anche se potrò sembrare insistente, noiosa e, forse, paranoica, nel tentativo di rivendicare, da qui a quando ne avrò la possibilità, il sacrosanto riconoscimento...

Aspettando gli alieni sul prato dietro casa mia

Ho deciso di non mollare, di perseverare, anche se potrò sembrare insistente, noiosa e, forse, paranoica, nel tentativo di rivendicare, da qui a quando ne avrò la possibilità, il sacrosanto riconoscimento delle donne in tutti gli ambiti.
Si, perché se da un lato è vero che negli ultimi decenni, quantomeno in Italia e in parte dell’Europa, la condizione delle donne è molto migliorata, dall’altro persistono, subdoli e latenti, talvolta camuffatti da una finta accettazione paritaria, il dominio e l’oppressione maschile.
È, purtroppo, ancora ben radicata la convinzione che il ruolo della donna debba limitarsi a quello di “moglie” e “mamma” e, al massimo, a qualche lavoro particolarmente “adatto” a lei. Penso che questo dipenda ancora da una società abbastanza legata agli “stereotipi”, ad una mentalità tendenzialmente retrograda e, forse, ancora oggi, ad una cultura “patriarcale”, della serie: l’uomo lavora e fa carriera, mentre la donna si occupa della famiglia.
Pare che gli uomini vogliano a tutti i costi mantenere il loro dominio assoluto, non lasciando spazio alle donne, tentando di delegittimarle in ogni modo, trattandole con superficialità e non valorizzando il loro ruolo. Gli uomini, da sempre, sono più abituati a fare squadra, a tessere reti finalizzate ad emergere, conoscono meglio gli “ingranaggi” della politica … Basta contare quante donne siedono ai tavoli della presidenza nei vari consessi, convegni, assemblee e quante sono quelle chiamate ad intervenire per portare il loro contributo. Basta ascoltare le battutine sessiste, seguite dalle immancabili risatine collettive, quando ad intervenire è una donna. Ognuna di noi, nel suo piccolo quotidiano, deve scontrarsi con il pregiudizio maschile. Quante volte una nostra affermazione deve essere accuratamente verificata. Se la stessa affermazione la facessero i soliti MARIO, PAOLO, UGO, sarebbe accettata come un’ immediata, indiscutibile ed autorevole verità .
Donne, quante volte avete dovuto lottare, prima per potervi esprimere e poi per far prendere sul serio una vostra opinione…non so…stiamo bassi….anche solo alla riunione di condominio? Ancora oggi, le donne devono lavorare duramente per mantenere una qualsiasi loro posizione.anche se hanno mostrato e dimostrato che “non sono affatto meno degli uomini”.
La società dominante è, purtroppo, ancora maschile ed è la mente che non ha ancora accettato di cambiare questo fatto. C’è ancora da vincere una battaglia culturale per cui servono poco armi improprie come quelle delle quote! Imporre per legge un cambiamento culturale è efficace quanto aspettare gli alieni sul prato dietro casa mia. In politica, ad esempio, dobbiamo combattere contro la tenacia con cui gli uomini tentano, spesso riuscendoci, di tenerci lontane dalla “stanza dei bottoni”.
Se le parole sono importanti, e lo sono, non è un caso che si dica “dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Una frase sicuramente d’effetto, ma che nasconde un’interpretazione del mondo che da decenni e decenni, nonostante le migliorie, rimane ostanzialmente immutata: le donne per quanto capaci, intelligenti, competenti, fanno grandi gli uomini nell’ombra, in sordina. Dietro, appunto! Cosa devono fare ancora le donne per farsi riconoscere ed essere ascoltate alla pari degli uomini?
Non sono una femminista, anzi, sono una sostenitrice delle delle differenze di genere che, però, vorrei diventassero una ricchezza e non un ostacolo per la crescita del singolo.

Maria Bernasconi

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