Data odierna 22-11-2017

Nel suo intervento a Montecitorio, in occasione della cerimonia di celebrazione del sessantesimo anniversario dell’adesione dell’Italia all’Onu, il segretario generale Ban Ki-Moon, ha...

Ancora tagli per gli italiani all’estero

Nel suo intervento a Montecitorio, in occasione della cerimonia di celebrazione del sessantesimo anniversario dell’adesione dell’Italia all’Onu, il segretario generale Ban Ki-Moon, ha citato gli italiani emigrati ed i loro discendenti come coloro che hanno assunto ruoli importanti nelle terre di accoglienza dando un contributo rilevante allo sviluppo. Belle parole che inorgogliscono tutti gli italiani che hanno lasciato l’Italia in cerca di un futuro migliore. Non pare vi sia la stessa considerazione per le collettività italiane all’estero nè da parte dei passati governi italiani, nè dall’attuale governo. Infatti, ecco che arriva un’altra pesante “cura dimagrante” nella Legge di Stabilità 2016, approvata recentemente dal governo italiano: rispetto al 2015, un taglio complessivo di quasi tre milioni e mezzo di euro (il 23,48%) che vanno a colpire tutti i capitoli di spesa.

Di fronte a ciò sempre più mi convincono che non vi sia, da parte delle istituzioni italiane, il giusto apprezzamento nei confronti dei milioni di connazionali, che per necessità o scelta, risiedono sparsi per il mondo intero.

Come è possibile, a fronte delle ulteriori riduzioni dei capitoli di spese che ci riguardano, portare avanti le attività in atto che, già allo stato attuale, risultano compromesse e non adeguate ai reali bisogni dei connazionali? Così facendo non si rischia una frattura irrimediabile fra il mondo dell’emigrazione e l’Italia? È possibile che non si capisca che gli italiani all’estero non sono da considerare un peso ma una risorsa insostituibile per la diffusione dell’immagine dell’Italia?

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