Data odierna 12-12-2017

“L’incertezza politica crea incertezza nei mercati e questo non aiuta chi come noi deve vendere auto”. L’amministatore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, dal Salone dell’auto...

Marchionne: “Se l’Italia esce da euro Fiat fermerà tutti gli investimenti”

“L’incertezza politica crea incertezza nei mercati e questo non aiuta chi come noi deve vendere auto”. L’amministatore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, dal Salone dell’auto di Givevra, punta il dito contro l’instabilità politica del Paese: “La certezza di governabilità dell’Italia è necessaria e ora non l’abbiamo”. Di più. Il manager minaccia lo stop a qualunque investimento se il Paese decidesse di lasciare l’euro: “L’ingovernabilità non porterà al rinvio degli investimenti a meno che non ci sia una decisione drastica come l’uscita dall’euro”. “L’importante è avere le idee chiare entro il 2013″.

“Mi preoccupa la situazione economica degli italiani, la loro condizione generale. E’ un problema che non si può ignorare”., sostiene Marchionne. “C’è un grandissimo disagio, una realtà quotidiana che va gestita e risolta. Basta guardare al grande numero di cassintegrati e disoccupati”, ha aggiunto. “Il problema non sono i prodotti, non confondiamo le cose. Agli italiani manca la disponibilità economica, è la cosa più preoccupante”.

Il manager del Lingotto si è quindi concentrato sulle sfide finanziarie del gruppo a cominciare dai titoli Chrysler ancora in mano a Veba: “Dobbiamo stabilire una valutazione chiara delle quote Chrysler e vedere se è possibile che Fiat rimpiazzi l’Ipo e dia la liquidità al trust Veba”. Marchionne ha aggiunto che è iniziato il processo di analisi e valutazione degli intermediari finanziari: “Stiamo analizzando con Veba una serie di potenziali candidati”. Di certo Fiat non procederà a un aumento di capitale per l’operazione: “Abbiamo abbastanza liquidità. Ci sono risorse nel gruppo”. In sostanza, quindi, il Lingotto proverà a evitare la quotazione della società americana se venisse raggiunto un accordo con il fondo pensione dei sindacati statunitensi. Tuttavia se i sindacati insistessero, “nel terzo trimestre le carte sono in regola per l’Ipo”.

Quanto al mercato, “il 2013 per noi sarà più o meno come il 2012, sempre al traino degli Stati Uniti” con l’obiettivo di migliorare i risultati nonostante il cambio penalizzante dell’euro sul dollaro. Per Marchionne “l’euro sta beneficiando di una valutazione che non si merita e un valore esagerato specialmente in un momento simile”. Marchionne ha quindi parlato della vertenza per il rinnovo del contratto del gruppo: “Si farà perché le difficoltà non sono insormontabili”. ‘Miglioreremo il risultato nel 2013 grazie in particolare alle vendite in Usa, come abbiamo fatto nel 2012. L’obiettivo è vendere 4,3-4,4 milioni di vetture a fronte dei 4,2 mln del 2012″.

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