Data odierna 19-11-2017

Ore 13.45. Italia e Cipro. Politica e banche. L’intreccio mediterraneo domina la scena sui mercati internazionali, che attendono con ansia gli sviluppi del tentativo di Pierluigi Bersani di dare...

L’Ocse restituisce fiato alla Borse Ue

Ore 13.45. Italia e Cipro. Politica e banche. L’intreccio mediterraneo domina la scena sui mercati internazionali, che attendono con ansia gli sviluppi del tentativo di Pierluigi Bersani di dare un governo al Paese e la riapertura degli istituti di credito ciprioti dopo 12 giorni di vacanza forzata.

A poche ore dall’incontro decisivo tra il leader del Pd e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli investitori sembrano sempre meno convinti che il premier designato riesca effettivamente a mettere insieme una maggioranza, soprattutto dopo la chiusura netta del Movimento 5 Stelle di ieri. A risollevere l’umore degli investitori sono le stime dell’Ocse, secondo cui la Bce potrebbe tagliare ancora il costo del denaro ribadendo che nel G7 – ad eccezione dell’Italia – la ripresa è iniziata. E così lo spread, la differenza tra il rendimento richiesto per i Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi, prima sale nuovamente a livelli a 360 punti base, ai massimi da novembre (quando si arrivò a 367 punti), poi ritraccia sotto quota 350 punti – in calo rispetto all’apertura.

Oggi hanno riaperto le banche a Cipro, con le guardie armate a vigilare, ma senza particolari momenti di tensione. Per diversi giorni – però – i flussi
di capitale e le operazioni bancarie subiranno forti restrizioni per evitare la fuga di capitali. Nell’isola sarà vietato l’uso di assegni e il prelievo massimo al bancomat sarà di 300 euro al giorno; le carte di credito potranno essere usate senza limitazioni a Cipro, mentre all’estero non si potranno spendere più di 5 mila euro. E’ la prima volta in Europa che si introducono simili controlli valutari, per di più dopo un prelievo forzoso sui depositi oltre i 100 mila euro. Le autorità insistono nel dire che le restrizioni all’operatività delle banche saranno temporanee, ma appare difficile un ritorno alla normalità finché l’economia dell’isola sarà così in crisi. La Commissione Ue ha fatto sapere che “seguirà da vicino con le autorità cipriote, gli Stati membri, la Bce e l’Abe l’attuazione delle misure restrittive imposte ai movimenti di capitale, che resteranno in vigore per 7 giorni”.

Moody’s, che ha detto di attendere gli sviluppi politici romani prima di procedere a un eventuale downgrade, per il momento ha confermato l’outlook negativo su Portogallo e Irlanda: la periferia dell’Eurozona è realmente minacciata dalla crisi cipriota. L’euro, nel frattempo, torna sotto la soglia di 1,28 dollari dopo aver recuperato nella prima parte di giornata: scambia a 1,2760 nei confronti del biglietto verde e 120,08 nei confronti dello yen.

Per quanto riguarda il mercato azionario, a Piazza Affari il Ftse Mib è in rialzo di oltre un pnto percentuale grazie al comparto bancario. Si riprende Telecom dopo lo scivolone di ieri. Nel resto del Vecchio continente i listini sono ben intonati: Londra avanza dello 0,8%, Francoforte dello 0,6%, Parigi dello 0,7%. Negli Stati Uniti, il Pil del quarto trimestre 2012 è stato rivisto al rialzo da +0,1% a +0,4%; sono però cresciute (+16mila unità) anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, più di quanto si aspettassero gli economisti. Una sorpresa negativa è arrivata dalla Germania, dove la disoccupazione sale a marzo di 13 mila persone su base destagionalizzata a un totale di 2,935 milioni di persone, a fronte di un tasso calo di 4 mila unità. Il tasso di disoccupazione destagionalizzato resta fermo al 6,9%. In precedenza avevano dato uno spunto positivo le vendite al dettaglio (ancora congelate in Italia) tedesche, salite dello 0,4% a febbraio, oltre le attese.

A Wall Street i future indicano un avvio poco sopra la parità dopo i due dati contrastanti. La Borsa di Tokyo ha intanto chiuso una giornata di passione: l’indice Nikkei segna il passo con un calo dell’1,26%, risentendo degli stessi timori percepiti in Europa. Chiusura in netto calo anche per le Borse cinesi di Shanghai (-2,82%) e Shenzhen (-2,88%). Dopo misure restrittive sul comparto immobiliare, l’ex Celeste impero chiede la stretta anche sul comparto della gestione dei patrimoni, spaventando gli investitori. Recupera terreno l’oro, che torna sopra la soglia di 1.600 dollari l’oncia. Il petrolio è in leggero rialzo sul mercato elettronico di New York dove i contratti per il greggio Wti in scadenza a maggio vengono scambiati a 96,58 dollari al barile (+24 cents). In rialzo anche le quotazioni del brent a 109,69 dollari al barile.

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