Data odierna 12-12-2017

Il Fisco chiede a Mediolanum, il gruppo di consulenza finanziaria controllato dalla famiglia Doris e dalla Fininvest di Silvio Berlusconi, di pagare 344 milioni di euro. Nel mirino dell’Agenzia...

Fisco chiede 344 mln a Mediolanum. Nel mirino la controllata in Irlanda

Il Fisco chiede a Mediolanum, il gruppo di consulenza finanziaria controllato dalla famiglia Doris e dalla Fininvest di Silvio Berlusconi, di pagare 344 milioni di euro. Nel mirino dell’Agenzia delle Entrate i rapporti con la controllata irlandese Mediolanum International Funds. E’ quanto emerge dal bilancio depositato dalla società.

Poco prima dello scorso Natale, Banca Mediolanum e Mediolanum Vita, due delle società del gruppo, si sono viste recapitare una serie di avvisi di accertamento fiscale riferiti agli esercizi 2005, 2006 e 2007 per complessivi 323,4 milioni di euro, tra imposte non pagate e sanzioni, che si aggiungono ai 20,8 milioni di euro già contestati nel 2010. Gli avvisi di accertamento, l’atto con cui il Fisco contesta formalmente il mancato pagamento di imposte, segue a un’ispezione della Guardia di finanza, tra il settembre 2010 e il febbraio 2011, e ad accertamenti dell’Agenzia delle Entrate. Non è escluso, peraltro, che il conto possa in futuro farsi più salato, avendo la Gdf esaminato anche gli esercizi 2008 e 2009.

L’attenzione del Fisco si è rivolta su Mediolanum International Funds, la società del gruppo che si occupa del confezionamento e della gestione dei fondi che poi vengono distribuiti attraverso la rete di promotori del gruppo Mediolanum. L’Agenzia delle Entrate contesta il “livello di retrocessione” – giudicato inferiore ai parametri di mercato – delle commissioni incassate dalla controllata irlandese a Mediolanum Vita e Banca Mediolanum. Il sospetto è che il gruppo mantenga su Dublino una quota incongrua dei propri ricavi, così da sottoporli alla mano più leggera del fisco irlandese: secondo l’Agenzia delle Entrate, l’imponibile sottratto al fisco italiano tra il 2005 e il 2007 ammonterebbe a circa mezzo miliardo.

Il tax rate di Mediolanum, cioè la percentuale di utile lordo che finisce in tasse, è stato del 19,6% nel 2005, del 21,4% nel 2006 e del 23% nel 2007, toccando un minimo del 15,6% nel 2009 e restando attorno al 20% nelle due annualità successive per risalire al 29,9% nel 2012. L’utile di Mediolanum International Funds rappresenta il 74% di quello di gruppo tra il 2005 e il 2007 e il 96% di quello prodotto dal 2005 a oggi.

Immediata la replica di Mediolanum che ha definito l’analisi del Fisco “illegittima” ed “errata” per quanto riguarda il calcolo del maggiore imponibile nonchè “illegittima quanto alle sanzioni”. Tuttavia, anche “in ragione della complessità della materia”, il gruppo di Doris ha deciso di attivare la procedura arbitrale europea sulle doppie imposizioni e rimettere così “la soluzione della controversia alle competenti autorità fiscali italiane e irlandesi” che a questo punto dovranno decidere quale è la quota di imponibile che spetta ai due Paesi. In ogni caso, forte dal parere dei suoi consulenti, Mediolanum ritiene che i prezzi di retrocessione delle commissioni “rientrano nel range di valori di libero mercato individuati da economisti indipendenti”. Ritenendo il rischio di soccombenza solo possibile e non quantificabile non sono stati effettuati stanziamenti in bilancio

Il gruppo ha chiuso il 2012 con un utile netto di 351 milioni, in crescita del 422% rispetto al risultato dell’anno precedente, il migliore risultato nella storia della società. L’utile netto del mercato domestico è stato pari a 348,6 milioni, +365% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il totale delle masse gestite e amministrate si è attestato a 51.577 milioni, in crescita del 12% rispetto al 31 dicembre 2011.

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