Data odierna 24-09-2017

La possibilità per i cittadini italiani residenti in Paesi Extra Ue di aprire un conto presso Poste Italiane è al centro di una interrogazione che Laura Garavini, deputata Pd eletta in Europa, ha presentato...

Difficoltà di alcuni residenti all’estero ad aprire conti correnti in Italia

La possibilità per i cittadini italiani residenti in Paesi Extra Ue di aprire un conto presso Poste Italiane è al centro di una interrogazione che Laura Garavini, deputata Pd eletta in Europa, ha presentato al Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda.
Nella premessa, Garavini ricorda che “l’emanazione del decreto legislativo n.37 del 2017 ha dato attuazione alla direttiva europea 2014/92 che prevede che tutti i cittadini residenti nell’Unione europea debbano avere il diritto di aprire un conto di pagamento con caratteristiche di base in qualsiasi Paese dell’Unione; gli effetti del decreto non riguardano gli italiani residenti in Paesi non facenti parte dell’Unione europea. Ad esempio, la Svizzera, Paese di area SEPA ma non membro dell’Unione europea”.
“I cittadini italiani residenti nella Confederazione elvetica – annota la deputata – sono circa 600.000. Grazie ai forti legami identitari, ma anche a seguito della vicinanza geografica con l’Italia, molti connazionali possiedono proprietà o interessi nel nostro Paese e necessitano per tali ragioni di aprire un conto bancario o postale in Italia; l’Italia ha tutto l’interesse a garantire la possibilità di aprire un conto bancario o postale ai propri cittadini residenti all’estero. Costoro, infatti, mantengono uno stretto legame con il proprio Paese d’origine, investono spesso in immobili; frequentemente pianificano di tornare a stabilirvisi al momento della pensione”.
“Diversi istituti di credito italiani, molti dei quali di ambito locale, – rende noto Garavini – attualmente negano, come è loro facoltà, la possibilità di aprire un conto corrente a soggetti non residenti nell’Unione europea; Poste Italiane, che costituisce l’operatore bancario più diffuso sul territorio nazionale, con una presenza capillare anche nei centri di più piccole dimensioni, attualmente pone come requisito per l’apertura di un conto corrente postale non la residenza in Italia ma il possesso del passaporto italiano in corso di validità e della “tessera sanitaria/codice fiscale””.
“La “tessera sanitaria/codice fiscale”, in uso a livello nazionale nel formato di una unica tessera, – precisa Garavini – non è tuttavia in dotazione alla maggior parte degli italiani nel mondo, poiché essi, in quanto residenti all’estero, non godono del diritto all’assicurazione sanitaria italiana e, senati all’estero, non l’hanno mai posseduta; di conseguenza, gli italiani residenti in Svizzera, così come quelli residenti in Paesi non membri dell’Unione europea, si vedono negata la possibilità di aprire un conto postale presso le filiali di Poste Italiane”.
Posto che “gli italiani residenti all’estero possono fare richiesta della tessera recante il codice fiscale”, la deputata chiede di sapere “se sia possibile per un italiano residente all’estero in possesso della citata tessera recante il codice fiscale aprire un conto corrente postale presso Poste italiane” e se “ove questo non fosse possibile, non ritenga, per quanto di competenza, di assumere iniziative affinché Poste Italiane s.p.a. possa rimuovere gli attuali ostacoli di natura burocratica all’apertura di un conto postale per cittadini italiani residenti all’estero in Paesi non membri dell’Unione europea”.

(aise) 

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