Data odierna 22-10-2017

Negli ultimi tre mesi del 2012 la disoccupazione nell’area euro ha raggiunto livelli senza precedenti e peggiorerà nel primo trimestre di quest’anno. E’ quanto si legge nel bollettino...

Bce, disoccupazione senza precedenti

Negli ultimi tre mesi del 2012 la disoccupazione nell’area euro ha raggiunto livelli senza precedenti e peggiorerà nel primo trimestre di quest’anno. E’ quanto si legge nel bollettino mensile della Bce, che riecheggia l’allarme lanciato ieri dal Fmi, che ha definito “intollerabile” la presenza di 200 milioni di disoccupati. “La crisi economica e finanziaria – afferma l’Eurotower – continua a gravare sul mercato del lavoro nell’area dell’euro. Nel quarto trimestre del 2012 l’occupazione è diminuita ancora, mentre il tasso di disoccupazione ha continuato a crescere, raggiungendo livelli senza precedenti. Secondo varie stime, sia il tasso di disoccupazione strutturale sia l’unemployment gap sono aumentati sensibilmente negli ultimi anni. I dati delle indagini segnalano un ulteriore calo dei posti di lavoro nel primo trimestre del 2013″. Anche sul fronte dei consumi, dopo che nel quarto trimestre del 2012 sono diminuiti dello 0,4% sul periodo precedente, la Bce ritiene che “la spesa rimarrà debole”.

L’appello ai governi è di quelli ripetuti più volte, ma sulla scorta dei dati del mercato del lavoro diventa quasi un grido disperato: “E’ fondamentale che i governi dell’area dell’euro intensifichino l’attuazione delle riforme strutturali a livello nazionale e rafforzino la governance dell’area dell’euro, ivi compresa la realizzazione dell’unione bancaria”. Secondo l’istituto di Francoforte gli Stati membri “dovrebbero moltiplicare gli sforzi per ridurre i disavanzi pubblici e proseguire le riforme strutturali; in tal modo la sostenibilità dei conti e la crescita economica si rafforzeranno reciprocamente”. Le strategie di bilancio, aggiunge la Bce, “devono essere integrate da riforme strutturali favorevoli alla crescita che siano ambiziose e di ampio respiro e interessino i mercati dei beni e servizi, compresi i servizi su rete, i mercati del lavoro e la modernizzazione della pubblica amministrazione. Per promuovere l’occupazione, il processo di formazione dei salari dovrebbe divenire più flessibile e meglio allineato alla produttività”. Tali riforme, rileva la Bce, “aiuteranno i paesi negli sforzi tesi a recuperare competitività, porre le basi per una crescita sostenibile e favorire il ripristino della fiducia sul piano macroeconomico”.

Come ricordato dal numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi, la Bce in questo contesto di debole crescita, assicura che la politica monetaria “resterà accomodante finché necessario”. “Nelle prossime settimane”, prosegue la Bce, “il Consiglio direttivo seguirà con molta attenzione tutte le nuove informazioni sugli andamenti economici e monetari e valuterà l’eventuale impatto sulle prospettive per la stabilità dei prezzi”. D’altra parte, nel bollettino si ricorda che la debolezza economica del 2012 si è trascinata nella prima parte di quest’anno, e “per la seconda metà dell’anno si prevede una graduale ripresa, che è soggetta a rischio al ribasso”. Un riferimento è andato anche alle condizioni del credito “restrittive” per le aziende, “in particolare per le piccole e medie imprese”.

Oggi anche l’Ocse ha rilasciato i dati sulla disoccupazione, che nell’area euro a febbraio ha interrotto la sua crescita, dopo oltre un anno di progressione costante, stabilizzandosi al 12%. Nell’insieme dell’area Ocse il tasso di disoccupazione è calato dall’8,1% all’8%, con la stessa performance dell’Italia (all’11,6%).

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