DOMENICA A ZURIGO UN DIBATTITO SU "IL SUD ITALIA FRA EMIGRAZIONE E IMMIGRAZIONE"

Pubblicato dalla Redazione il 31 August 2010

Dopo la partecipazione al Festival del film di Locarno e del Cinema di Soletta, “Il nuovo Sud dell’Italia” di Pino Esposito sarà proiettato domenica 5 settembre alle 12.00 al Cinema Riff Raff di Zurigo. A darne notizia è il Comites di Zurigo specificando che, dopo il film, ci sarà una discussione col pubblico sul tema “Il Sud Italia tra emigrazione e immigrazione”.
Il film di Esposito propone una riflessione sul nostro Meridione che sta cambiando e sta diventando, da luogo di emigrazione, luogo di immigrazione. Un “profondo Sud” costretto ad accogliere tanti disperati che stanno scappando da fame e guerre, ma anche da un Nord Italia che con l’astio e il rifiuto della Lega Nord, li costringe ad emigrare verso il Mezzogiorno d’Italia. Mezzogiorno dove mancano le infrastrutture e le risorse per accogliere questa orda di persone alla deriva. E fra poveri e poverissimi, ci si divide quel poco che c’è.
“Da tempo volevo realizzare un documentario che parlasse del Sud Italia, terra nella quale sono nato e cresciuto, e che oggi involontariamente è diventata, da terra di emigrazione, terra di immigrazione”, spiega il regista.
“Da quelle parti, le persone hanno vissuto con profondo dolore le “distanze”. Siamo tutti cresciuti con una storia di emigrazione alle spalle. Per questo – aggiunge – da calabrese, ho sentito il bisogno di raccontare da “dentro” queste vite sospese tra la speranza e la disperazione. Ho filmato solo quello che ho visto e percepito in quei momenti. La mia impressione è che in Calabria si stia creando involontariamente un grande contenitore nel quale si stanno ammassando poveri con poverissimi. Gli immigrati in Calabria oggi non arrivano più dalla Libia, ma da Brescia, Bergamo, Verona con tanto di permesso di soggiorno. Alcune terribili leggi concepite da sindaci leghisti del Nord Italia fanno sentire ai migranti di non essere più ben accetti, e così loro scendono verso sud pensando che laggiù la gente, nelle cui famiglie si trova sempre un parente emigrato, sia più ben disposta nei loro riguardi”.
“È una forma ingenua di pensare – spiega Esposito – perché nel Meridione mancano infrastrutture adeguate, centri di accoglienza volti a ospitare questi disperati alla deriva. E ci si divide quel poco che c’è, in mezzo a tanta violenza e sfruttamento. Nel film le testimonianze sono chiare: si tratta di una vera e propria guerra fra poveri. Si vede il calabrese povero che va a raccogliere legna sulla spiaggia, con la paura che arrivino i rumeni e gli portino via quel poco che c’è. Alcuni migranti cercano di sfruttare altri migranti spingendoli verso una disperazione ancor peggiore della loro. Quando nei piani alti della società si delinea un clima di razzismo e paura, la lotta violenta per la sopravvivenza avviene “sotto”. Nei bassifondi della disperazione, nei quali ogni disperato cerca di spingere un altro disperato verso un sud ancora più a sud. Verso un povero più povero. Perché si ha paura di rimanere incagliati nella rete degli ultimi”.

Arte

Related Posts

Cosa ne pensi di questa notizia?