Data odierna 23-06-2017

A soli 25 anni ha vinto l’ambitissimo concorso della Farnesina e ha già alle spalle esperienze da far impallidire un diplomatico navigato. ****************************************************************** Di...

Diego Cimino, un giovane diplomatico con le idee chiare

A soli 25 anni ha vinto l’ambitissimo concorso della Farnesina e ha già alle spalle esperienze da far impallidire un diplomatico navigato.

******************************************************************

Di Riccardo Bruno per il “Corriere della sera” online

Diego Cimino è un predestinato. “Alle elementari la maestra disse a mia madre: “Suo figlio può fare l’ambasciatore””. La profezia non si è ancora avverata, ma lui è sulla buona strada. A 25 anni ha vinto il difficilissimo concorso (appena 35 posti) della Farnesina e a settembre ha iniziato la carriera diplomatica come segretario di legazione in prova. È il più giovane di tutti. “Certo che mi fa piacere, ma è solo una questione statistica. Ho realizzato il mio sogno, è un onore svolgere un servizio allo Stato e alla comunità”. Che sono appunto le parole che ci si aspetta da un diplomatico, indipendentemente dall’età.

Le elezioni scolastiche

Cimino, catanese, deve molto a un incidente sui campi di calcio. “Fino a 15 anni volevo fare il terzino. Poi mi ruppi il crociato, abbandonai lo sport e pensai di più alla scuola”. Non soltanto agli studi. “Ho capito subito che mi piaceva occuparmi degli altri, guardare oltre il mio quartiere e la mia città”. L’inglese l’aveva iniziato a studiare a 5 anni, a 9 il primo viaggio studi da solo, due settimane in Irlanda. Alle spalle una famiglia normale, padre insegnante, madre dipendente pubblica. “A ripensarci, sin da piccolo mi piacevano molto le bandiere. E sono sempre stato un tipo estroverso”. Alle superiori e poi all’università, facoltà di Giurisprudenza, viene eletto rappresentante degli studenti. “Tremila voti raccolti in ateneo, credo che sia ancora il record di preferenze”. A questo punto poteva imboccare la carriera politica. Che infatti lo tenta. Fonda con gli amici un’associazione, “Catania 2.0”.
“Un manifesto più che altro, la possibilità per i giovani di lanciare un’idea di città più ambiziosa, di alzare l’asticella”. Dà vita a una lista civica e si presenta alle Comunali. Non va benissimo, ma il Consiglio d’Europa si accorge di questi ragazzi meridionali e li inserisce tra le “25 best practices”, modelli virtuosi di partecipazione dei giovani alla politica. “Siamo stati invitati a Strasburgo per raccontare la nostra storia. È stato un vero miracolo civico”. Che continua ancora oggi attraverso un’Ong, l’Hub officine giovanili. “Abbiamo permesso a molti giovani di veder finanziati i loro progetti attraverso il canale dell’Erasmus Plus, nel campo del sociale, della migrazione o della tutela dei diritti”.

Il discorso all’Onu

Un predestinato. “A 17 anni ebbi la mia prima esperienza diplomatica simulata attraverso il Model united nation, meeting internazionali di studenti che replicano il funzionamento dell’Onu. Vinsi anche un premio come miglior delegato”. A 20 anni è già sul podio delle Nazioni Unite, lo stesso da cui parlano i leader del Pianeta. Il rischio di montarsi la testa è dietro l’angolo, ma lui va avanti come un rullo compressore. “Bisogna prendersi cura del proprio sogno, capire presto la strada che si vuole intraprendere. Certo, le difficoltà si incontrano sempre, i tempi sono difficili, ma non possono diventare un alibi”. Cimino dà l’ultima materia all’università e parte per Milano, master in diplomazia all’Ispi. “Se avessi aspettato la laurea, avrei perso un anno”. Dopo due mesi, nel gennaio dell’anno scorso, esce il bando del ministero degli Esteri, il primo settembre è già in ufficio. Vive a Roma, con Anca, una ragazza romena. “Ci siamo conosciuti a Budapest due anni fa, durante una sessione sulle nuove generazioni e sui diritti umani. Anche lei lavora nelle Ong, si occupa di migranti e rifugiati”.

Su “Forbes”

Cimino, a 25 anni, ha già alle spalle esperienze da far impallidire un diplomatico navigato. Inserito perfino dalla rivista Forbes nella lista degli under 30 che cambieranno l’Europa. “Per me questo non è un punto d’arrivo ma di partenza. In futuro mi piacerebbe occuparmi di multilateralismo, credo che sia l’unica soluzione possibile in tempi così complicati. Con le Nazioni Unite ormai appesantite dalle tante difficoltà poste dagli Stati”. Obiettivi chiari, come al solito.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento