Data odierna 23-09-2017

Cinema, giovani e imprenditoria insieme rappresentano una chiave di lettura particolare del mondo del grande schermo, che può tradursi concretamente. Come nel caso dell’attrice bolognese Paola Piccioli,...

Giovani italiani creativi a Los Angeles

Cinema, giovani e imprenditoria insieme rappresentano una chiave di lettura particolare del mondo del grande schermo, che può tradursi concretamente. Come nel caso dell’attrice bolognese Paola Piccioli, che racconta la sua esperienza da Los Angeles, dove si trova per lavoro da qualche mese.
“Io e il regista Salvatore Sclafani abbiamo aperto da circa un anno la casa di produzione First Child, perché volevamo poter essere in grado di dare vita alle nostre storie, di concretizzare la nostra voglia di essere liberi di creare. Abbiamo diversi progetti in corso. Il più corposo è un documentario che propone un punto estremamente innovativo sulla prevenzione all’abuso sessuale di minori, già in parte girato fra l’Europa e il Canada”.
Before they act” è il titolo del documentario, che tratta un tema così delicato come l’abuso sessuale di minori indirizzando maggiori risorse alla prevenzione, per far sì che i pedofili non si sentano più spinti ad agire ai danni di un bambino, piuttosto che concentrarsi unicamente sulla punizione quando il danno è già stato fatto. Il documentario osserva le misure prese in diversi Paesi, le leggi, l’approccio culturale, le ricerche svolte, per trarre delle conclusioni su cosa possa funzionare meglio a livello globale in termini di prevenzione e cosa si possa ancora migliorare.
Ma c’è ancora molto da realizzare e ancora tanto da ricercare, sottolinea Paola, mentre ogni giorno insieme a Salvatore Sclafani, continua a mettere in discussione la chiave di lettura inizialmente pensata per questo tema. “Siamo alla ricerca perenne di una efficacia sempre maggiore per questo nostro documentario. Alcuni fra i maggiori esperti mondiali sul tema, come Elizabeth Latourneau del Moor Center for the Prevention of Child sexual Abuse o il Dottor Michael C. Seto, direttore della Forensic Rehabilitation Research at the Royal Ottawa Health Care Group, hanno accettato con grande entusiasmo di parlare con noi ed hanno apprezzato ed appoggiato il progetto. Non vediamo l’ora di mettere insieme il materiale raccolto e quello ancora da girare negli Stati Uniti ed in parte anche in Europa”.
Il lavoro procede in realtà su più fronti. “In contemporanea alla realizzazione del documentario”, spiega Piccioli, “stiamo lavorando ad un cortometraggio con la fotografia del pluripremiato Daniele Ciprì e la regia di Salvatore Sclafani, scritto da quest’ultimo e da me, che sarò l’interprete principale insieme a Giuseppina Maimone”. Il corto si intitola “Idda” e anche in questo caso il perfezionismo di Piccioli e di Sclafani conduce a continue revisioni, che porteranno alla versione conclusiva per inizio autunno, quando è previsto l’inizio delle riprese. “Si tratta di un progetto che affronta un tema molto delicato e profondo, che è quello della scelta nella vita di coppia e dell’interrogazione sull’orientamento sessuale”.
“C’è anche un nuovo corto in fase di sviluppo”, continua Piccioli, “mentre un altro progetto realizzato al di fuori della società, intitolato “Due giorni”, in cui sono una delle protagoniste, è attualmente in fase di distribuzione ed è appena stato inviato a vari festival internazionali”. In questo caso si tratta di un progetto sperimentale nato dalla collaborazione con più persone, che gioca in modo originale con lo storytelling, cercando di catturare alcune ore della vita di una coppia, che in qualche modo fotografano le problematiche, gli ostacoli e le sfide di una vita a due.
Mentre questi progetti proseguono, Paola si è trasferita temporaneamente a Los Angeles. “È una città con una disciplina ferrea ed una visione quasi scientifica del mondo dello spettacolo”, racconta. “Non c’è la visione mistica che abbiamo in Italia, quella del talento innato e dell’ispirazione, che o ce l’hai o non ce l’hai. L’America ha giustamente il mito del duro lavoro: più ti impegni, ti migliori, investi in te stesso, più raccogli i frutti di questo impegno. Tutto è organizzato molto bene, dalle lezioni alle preparazioni per i provini, alle agenzie (sia fisiche che on-line). È un piacere lavorare, studiare e cercare di fare di meglio e di dare di più. Qui a Los Angeles anche i progetti piccoli e indipendenti hanno un rigore, un’organizzazione ed una dignità molto forte. I sindacati sono estremamente attivi ed attenti alle esigenze dei lavoratori di ogni categoria dello spettacolo”.
È un universo molto vasto, che arricchisce enormemente. Ci sono costantemente magnifici seminari, fiere di attrezzature cinematografiche, festival del cinema tematici, racconta ancora Paola. Ci sono librerie unicamente dedicate al cinema e al teatro, che oltre ad avere testi e sceneggiature presentano manuali di recitazione, CD per imparare svariati accenti americani e stranieri, almanacchi annualmente aggiornati con i contatti delle agenzie cinematografiche e pubblicitarie. “Io qui imparo, mi miglioro, trovo nuovi stimoli e affino il mio metodo di lavoro, come attrice e come creativa del mondo cinematografico, e personalmente amo moltissimo anche la città, perché raccoglie in sé tutte le qualità che amo di più in un luogo dove vivere”.
Los Angeles è una metropoli, quindi si può trovare ogni tipo di comodità e intrattenimento: spettacoli, negozi, corsi, festival, musei incredibili. “Il LACMA, per esempio, mi piace moltissimo. Si tratta di un museo di arte contemporanea enorme, che contiene praticamente di tutto: da Picasso a Balla a ceramiche coreane a locandine giapponesi anni ’70, a pittura americana dell’’800 a mostre temporanee, happening e film. Ma c’è anche una natura meravigliosa che passa dall’oceano, alle cime innevate, ai laghi, ai parchi sino ad incredibili canyon”.

(aise) 

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