Data odierna 22-11-2017

Il festival del cinema di Toronto ospita anche quest’anno diverse pellicole italiane. ****************************************************** Di Francesca Facchi per “Corriere Canadese“ È...

Film, cortometraggi e docufilm italiani a Toronto

Il festival del cinema di Toronto ospita anche quest’anno diverse pellicole italiane.

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Di Francesca Facchi per “Corriere Canadese

È da ormai quarant’anni che, a inizio settembre, i riflettori di tutto il mondo sono puntati su Toronto. La città ospita infatti uno dei più importanti e prestigiosi festival del cinema internazionale, il Toronto International Film Festival (TIFF), attirando sotto l’ombra della CN Tower attori, registi, giornalisti e, ovviamente, spettatori, che possono gustare première presentate dagli stessi protagonisti.

Quest’anno, durante gli undici giorni della rassegna (8-18 settembre), potremo vedere anche diverse pellicole italiane, in anteprima mondiale o nordamericana. Oltre a Fuocoammare di Gianfranco Rosi, presentato qui, troviamo in programma Acqua e zucchero: Carlo Di Palma, i colori della vita, diretto da Fariborz Kamkari. Si tratta di un documentario che omaggia il talento dello sceneggiatore, direttore della fotografia e regista Carlo Di Palma, la cui opera è ricostruita intrecciando spezzoni di film e interviste agli altri grandi con cui ha collaborato nel corso della sua carriera, da Ken Loach e Wim Wenders a Ettore Scola e Bernando Bertolucci. Il documentario romanzato Mister Universo di Tizza Covi e Rainer Frimmel segue invece il viaggio picaresco di un domatore di leoni sulle tracce di Mister Universo, pretesto per descrivere il mondo del circo italiano.

Anche nella sezione cortometraggi troviamo un nome italiano, il giovane regista Matteo Gentiloni con Semiliberi, ambientato in un carcere femminile, mentre tra i lungometraggi spiccano i film drammatici Indivisibili e Fai bei sogni, diretti rispettivamente da Edoardo de Angelis e Marco Bellocchio. Entrambi sul tema della separazione, il primo lo esplora attraverso gli occhi di due gemelle siamesi adolescenti che si confrontano sulla possibilità, prospettata da un medico, di poter essere divise; il secondo, tratto dal best seller biografico di Massimo Gramellini, è incentrato sulla difficoltà del giornalista di affrontarne la perdita della madre, avvenuta quando era ancora bambino. È infine degna di nota la presentazione al Festival della versione restaurata de La battaglia di Algeri, il film anticolonialista del 1965 di Gillo Pontecorvo, censurato in Francia fino al 1971 e ancora capace di farci riflettere.

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