Data odierna 18-11-2017

Programma densissimo quello proposto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per il 2013, presentato alla stampa dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e dal direttore della Fondazione Gabriella Belli,...

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Un 2013 di grandi mostre a Venezia con la fondazione Musei Civici

Programma densissimo quello proposto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per il 2013, presentato alla stampa dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e dal direttore della Fondazione Gabriella Belli, che lo ha messo a punto con i curatori e responsabili delle sedi museali e il Consiglio di Amministrazione presiduto da Walter Hartsarich.

Chiare le linee guida: continuità nella strategia intrapresa lo scorso anno, qualità delle proposte con grandi prestiti da tutto il mondo, ricerca scientifica, sviluppo delle conoscenze e valorizzazione dell’immenso patrimonio civico, collaborazioni internazionali, coinvolgimento di grandi personalità del mondo dell’arte e della cultura – da Guy Cogeval a Germano Celant, da Cornelia Lauf a Giorgio Verzotti, da Cesare De Seta a Pierluigi Pizzi – restauro, recupero e valorizzazione dei beni monumentali con ampliamenti, interventi conservativi e restyling dei percorsi museali (a Ca’ Pesaro e a Palazzo Mocenigo in primis); e ancora didattica e formazione, accordi e sinergie con enti e istituzioni lagunari e tante occasioni per incontrare il pubblico e i veneziani.

Un palinsesto ricco con ben 32 eventi tra Mostre Temporanee e Grandi mostre (19), esposizioni basate sulle raccolte civiche per il ciclo Tesori ritrovati (9) e inaugurazioni di nuovi percorsi e nuclei espositivi delle collezioni permanenti (4).

E i numeri, pur nella loro aridità, danno il segno della mole dell’attività e della forza della proposta complessiva: oltre 1000 le opere che giungeranno in prestito a Venezia nel corso dell’anno, 170 circa i prestatori, 600 le opere attualmente nei depositi o negli archivi della Fondazione che saranno esposte al pubblico. Ancora: 32 le nuove acquisizioni inserite in percorsi permanenti (donazioni o depositi a lungo termine), più di 400 i materiali d’archivio, flaconi d’epoca e pezzi storici messi a disposizione per la nuova Sezione sul Profumo a Palazzo Mocenigo-Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, oltre 250 gli incontri organizzati tra proposte didattiche, laboratori per le scuole e le famiglie, conferenze pubbliche, backstage, attività formative, 9 le giornate studio al Museo di Storia Naturale, 25 circa le pubblicazioni previste, oltre 600 le visite guidate per le scolaresche già prenotate a gennaio.

C’è una linea comune, un filo continuo nella programmazione proposta ed è quella della ricerca, della progettualità nel campo storico-artistico-culturale e dei linguaggi della creatività. Così anche le mostre di forte attrattiva o dedicate ad autori-icona come Manet sono state pensate e costruite cercando un taglio inedito, una linea di studio nuova che offra contribuiti alla conoscenza e alla riflessione.

“Manet. Ritorno a Venezia” è la straordinaria esposizione ideata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con la collaborazione speciale del Musée d’Orsay di Parigi, coprodotta con il Sole 24Ore Cultura – commissari Guy Cogeval e Gabriella Belli, curatore Stéphane Guégan, progetto allestitivo di Daniela Ferretti – per indagare l’anima italiana della pittura di Édouard Manet che con audacia sonda le istanze contemporanee e apre la strada all’Impressionismo. I colori, la modernità, lo spirito del grande pittore francese saranno riletti attraverso vere e proprie icone della sua produzione alla luce dell’influenza che su di lui esercitarono l’arte italiana della Rinascenza e in particolare la pittura veneta, da cui Manet si lasciò suggestionare nei due viaggi che lo portarono in laguna, nel 1853 e nel 1874. 70 capolavori dell’artista provenienti da numerosi musei internazionali e una decina d’importanti dipinti italiani saranno esposti dal 24 aprile al 18 agosto nel luogo simbolo di Venezia, Palazzo Ducale, insieme a inedite e curiose testimonianze della presenza di Manet in città. Mai la pittura dell’autore dell’Olympia, che eccezionalmente lascia la Francia per la prima volta, è stata presentata in maniera così significativa e nuova in Italia.

Nell’anno della Biennale Internazionale d’Arte, dunque, una mostra-evento e un’alternativa di grande livello, in una Venezia che sarà tutta concentrata sui linguaggi del contemporaneo.

La Fondazione non ha tuttavia voluto sottrarsi a un forte impegno anche nella contemporaneità, fondamentale per la valorizzazione del patrimonio civico e coerente con la storia culturale della città. Grandi mostre e singolari percorsi espositivi coinvolgeranno, a partire da maggio/giugno, le diverse sedi museali della città innescando audaci contaminazioni che si preannunciano di forte suggestione.

Dopo la parentesi dei festeggiamenti per l’8 marzo, Festa della Donna, con le creazioni della stilista spagnola Agatha Ruiz de la Prada, testimonial d’eccezione (nell’ambito del progetto promosso dall’Assessorato alla Cittadinanza delle donne e alle Attività culturali del Comune di Venezia), sarà di scena al Museo Correr (1 giugno/24 ottobre), con il patrocinio del British Council, la prima retrospettiva italiana dedicata a uno dei massimi scultori viventi, Sir “Anthony Caro”, figura cardine nello sviluppo dell’arte plastica del XX secolo: un omaggio promosso in collaborazione con la Fondazione Anthony Caro – commissari Nicholas Serota e Gabriella Belli – al quasi novantenne artista britannico che, con i suoi rivoluzionari assemblaggi, è internazionalmente considerato emblema del nuovo e della modernità in scultura.

A Palazzo Fortuny sarà la mostra “Tàpies. Lo sguardo dell’artista” (1 giugno/24 novembre) a condurci invece nel caleidoscopico mondo del geniale maestro catalano, interprete dell’informale internazionale, a un anno dalla sua scomparsa. Non solo dunque capolavori di Tàpies – nella mostra curata da Daniela Ferretti, Natasha Hébert, Toni Tàpies e Axel Vervoordt con la Vervoordt Foundation – ma anche opere, testi, riferimenti culturali, artistici ed emozionali di diverse culture, luoghi ed epoche che egli raccolse nella sua collezione personale, fonte d’ispirazione artistica e riflessione esistenziale; e inoltre i lavori di alcuni tra i più noti artisti contemporanei chiamati, per l’occasione, a confrontarsi sui temi e istanze dell’arte del Maestro spagnolo.

Se al Museo del Vetro di Murano – che apre la stagione il 2 febbraio con “Almaric Walter” e la riscoperta della pasta di vetro nella Francia a cavallo tra Otto e Novecento – l’attenzione in primavera (18 maggio/29 settembre) si concentrerà sulla vicenda di una vera e propria dinastia di Maestri vetrai, “Seguso Vetri d’Arte: 1932/1973″, con un’esposizione frutto della lunga ricerca del belga Marc Hieremans (ma ci sarà anche la personale della polacca Anna Skibska e l’installazione “Camera Oscura: Slides” di Eraldo Mauro dal 1° giugno al 1° dicembre), altrove saranno i dialoghi tra mondi culturali diversi o tra passato e presente a catturare l’attenzione del pubblico.

È il caso della curiosa mostra “Bestiario Contemporaneo. Fra arte e scienze, artisti italiani della collezione ACACIA” costruita e pensata da Giorgio Verzotti e Gemma De Angelis Testa per il Museo di Storia Naturale di Venezia e la sua collezione permanente (1 giugno/24 ottobre), con l’intento di far dialogare – con la collaborazione di Luca Mizzan e Mauro Bon – il mondo scientifico e la cultura naturalistica con le più avanzate espressioni dell’arte contemporanea: da Maurizio Cattelan a Francesco Vezzoli, Nico Vascellari, Vanessa Beecroft e tanti altri.

Ma è anche il caso di “A very light art” a Ca’ Rezzonico – a cura di Gabriella Belli e Cornelia Lauf, da un’idea di Caterina Tognon che ne cura anche l’organizzazione – dove 7 artisti, partendo dallo straordinario lampadario in vetro di Murano del ‘700 detto Ciocca o Rezzonico, proporranno opere che si appendono, che dondolano, che illuminano fondate sul concetto del decoro e della maestria.

Ancora, la suggestione offerta da “Discovering Vedova” promossa su progetto e con la collaborazione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, a cura di Germano Celant, che vedrà alcune magistrali opere del grande maestro veneziano confrontarsi con la storia artistica della città in due luoghi culto della museografia lagunare: Ca’ Rezzonico, con le sue visionarie presenze tiepolesche, e il Museo Correr con le eccezionali testimonianze pittoriche tra ‘500 e ‘700 ivi conservate.

Discorso a parte merita “Nel segno di Ileana Sonnabend” che, nell’ambito di un rinnovato percorso permanente a Ca’ Pesaro, inaugurato contestualmente, e di un rilancio dell’identità di questo importantissimo museo, ricorderà, a partire dal 1 giugno, quella che fu forse la più grande scopritrice di talenti artistici della seconda metà del XX secolo insieme a Peggy Guggenheim. 30 eccezionali capolavori della Sonnabend Collection di New York – Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Richard Serra, Jeff Koons, Roy Lichtenstein, ecc.- arricchiranno il percorso museale, concessi in deposito a lungo termine alla Fondazione Musei Civici di Venezia, dopo essere stati esposti al Madre di Napoli, insieme al grande Rauschenberg “Interior”, giunto direttamente da New York: una ricchezza d’inestimabile valore culturale per la città lagunare.

Non sarà meno impegnativa sul fronte delle esposizioni temporanee la seconda parte dell’anno.

Riflettori puntati ancora sulla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro per un altro prestigioso appuntamento con l’arte del secondo Novecento e con la personalità eccezionale di Giuseppe Panza di Biumo. “The Panza Collection”, curata da Gabriella Belli e Giuseppina Panza con la collaborazione di Pietro Caccia Dominioni, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con il MOCA di Los Angeles, il Salomon R. Guggenheim Museum di New York e The Panza Collection di Lugano, porterà in Italia dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014 una selezione di capolavori della pop art, della minimal e dell’arte concettuale e la parte forse più sconosciuta al pubblico italiano della straordinaria raccolta di questo lungimirante e sensibile collezionista.

Si continua quindi con l’avvio a Ca’ Rezzonico del progetto “Archivi del Vedutismo”, che come prima mostra-studio affronterà l’opera di “Pietro Bellotti” (30 novembre 2013/28 aprile 2014) ricostruendo la vicenda artistica del nipote di Canaletto e fratello minore di Bernardo Bellotto (una trentina d’opere in gran parte mai esposte prima d’ora in Italia, a cura di Albero Craievich) e con la spettacolare mostra allestita al Museo Correr sul suggestivo universo delle immagini urbane dagli inizi del Quattrocento al Settecento. Cesare De Seta sarà infatti il curatore–narratore di un percorso evocativo che tra utopia, idealizzazione e resa topografica ricostruirà, con opere di grandi artisti, “L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi” (30 novembre 2013/16 marzo 2014).

Infine la moda: “Di forme e di stili” a cura di Chiara Squarcina (30 novembre 2013/27 aprile 2014), in un rinnovato Palazzo Mocenigo, ci farà ripercorrere con importanti manufatti antichi e talvolta pezzi unici (abiti, tessuti, acconciature e accessori) i costumi, le abitudini e i mutamenti del gusto dal 1750 ad oggi. Per riscoprire, attraversando i grandi avvenimenti della Storia e i diversi movimenti culturali, gli indispensabili elementi del glamour e del fashion.

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