Data odierna 24-09-2017

Al John Calandra Italian American Institute del Queens College si è svolto l’evento “Italian Sonorities and Acoustic Communities: Listening to the Soundscapes of Italianità”. ****************************************************************** Da...

I suoni dell’italianità in America

Al John Calandra Italian American Institute del Queens College si è svolto l’evento “Italian Sonorities and Acoustic Communities: Listening to the Soundscapes of Italianità”.

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Da Frank Sinatra alla poesia orale, da Lady Gaga al sonetto petrarchesco, sin dai primi vagiti del paese “dove il sì suona” il contributo della sonorità italiana ha superato, per importanza ed estensione, quello di ogni altra tradizione europea. A celebrare questo straordinario patrimonio è il John Calandra Italian American Institute che, lo scorso 27 aprile, ha ospitato “Italian Sonorities and Acoustic Communities: Listening to the Soundscapes of Italianità”. Dalla storica sede dell’istituto di Manhattan la rassegna multidisciplinare ha riunito accademici delle migliori università del Nord America, cantanti e musicisti folk, funzionari del ministero della giustizia e studiosi internazionali.
Questa comunità globale, frutto dello sforzo organizzativo dei Dean Anthony Tamburri e del direttore accademico Joseph Sciorra, ha contribuito a una narrazione corale dei paesaggi sonori dell’italianità, guardando oltre il semplice contributo della canzone.
“Nel 2009 l’istituto ha ospitato l’evento “La Canzone Napoletana as Transnational Subject” da cui è nato un libro pubblicato l’anno scorso da Rowman & Littlefield – ha raccontato a La VOCE il Prof. Tamburri, preside dell’istituto della CUNY – Italian Sonorities raccoglie l’eredità di questa pubblicazione, estendendone il campo d’indagine alla lingua, i dialetti, le declinazioni dell’italianità nei linguaggi stranieri. Attraverso sonorità di ogni sorta, infatti, la cultura italiana diventa pura espressione, molto più che in altre tradizione, come quella anglosassone per esempio”.
Ma è lo stesso Joseph Sciorra, direttore del programma culturale del Calandra Institute e coautore del libro “Neapolitan Postcard”, a raccontare il percorso della rassegna Italian Sonorities: “Abbiamo ospitato questo tipo di conferenze per dieci anni e negli ultimi tempi molto è stato scritto sull’eredità delle comunità sonore italiane, tra cui le eccellenti pubblicazioni di John Gennari. Il nostro intento, in altre parole, era quello di procedere oltre l’eredità musicale, interrogandoci su cosa siano i paesaggi sonori dell’italianità. Le risposte che finora abbiamo ricevuto sono entusiasmanti”.
Ospite d’onore della rassegna è stato proprio John Gennari che, con elegantissima eloquenza, ha raccontato la propria esperienza di italo-americano e intellettuale. Nel suo “Mediations on Italian American Soundfulness” Gennari è intervenuto descrivendo l’impatto culturale dei paesaggi sonori italiani nella cultura statunitense, dalla musica di Frank Sinatra alla viva voce degli italo-americani di oggi.
Ma quella del John Calandra Italian American Institute è una storia molto particolare: nato nel 1979 sotto il patrocinio della City University of New York, questa istituzione ha legami profondissimi con la città di New York. “Ci troviamo nella città con la più numerosa comunità italiana degli Stati Uniti – ha spiegato il Professor Tamburri – molti dei nostri studenti appartengono a questa comunità ed è un nostro impegno ricordare come quella italiana è, nel bene e nel male, una componente fondamentale della cultura occidentale. L’eredità dei nostri intellettuali è insostituibile, come ad esempio quella del sonetto in letteratura: non esisterebbe Shakespeare, infatti, senza gli scritti di Giacomo da Lentini o Petrarca”.
A questo monito sul contributo dell’italianità – raccontato egregiamente da Italian Sonorities attraverso il prima dei paesaggi sonori – fa eco un appello di Sciorra: “Nonostante l’alto profilo della cultura italiana del mondo, proprio qui a New York gli italoamericani sembrano esclusi dall’attenzione mediatica. L’opinione che sembra prevalere è quella relativa a una storia della migrazione italiana negli Stati Uniti relegata alla narrazione ottocentesca. Ma quella italiana – attraverso la cultura, l’arte le migrazioni attuali – è una presenza costante e destinata a influenzare il resto del mondo anche in futuro. Questo è il mio messaggio per il grande pubblico: esiste una comunità che si interroga sulla cultura italiana. Questo dibattito rappresenta un significativo campo di indagine che raccoglie accademici da tutto il mondo. Siatene curiosi”.

Di Federico Di Pasqua per “La voce di New York

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