A colloquio con il consigliere Esther Adler – di Carmelo Vaccaro

Pubblicato dalla Redazione il 25 November 2011

“Nel quadro degli incontri con i consiglieri amministrativi della Città di Ginevra, lo scorso 8 novembre la SAIG è stata ricevuta dal magistrato Esther Alder, responsabile del Dipartimento della Coesione Sociale e della Solidarietà. Accompagnato dai presidenti Silvio Isabella e Carmen Leonelli, il coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro, ha illustrato le priorità della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra nello scenario associazionistico del Cantone” ed ha intervistato Alder per il mensile “La notizia di Ginevra” e il settimanale “La pagina di Zurigo”.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo.

“Neo eletta alle ultime votazioni comunali, maggio 2011, la consigliera amministrativa Esther Alder, dall’intervista che ci ha concesso e che vi proponiamo, ha le idee chiare sul futuro del suo Dipartimento e sui problemi che è stata chiamata a risolvere.

D. Nella Città di Ginevra, in termini sociali, quali ripercussione si hanno in un momento di crisi mondiale.

R. Tutti sappiamo che oggi la crisi si espande in numerosi Paesi d’Europa e che, in Svizzera, non sono ancora così evidenti. Ma, da qualche mese, la recessione iniziamo a costatarla con la perdita d’occupazione. Per quanto riguarda Ginevra, le ripercussioni sono ugualmente visibili soprattutto in campo lavorativo, dove anche le organizzazioni internazionali sono costrette a licenziare, senza contare il settore bancario e le multinazionali. Inevitabilmente tutto questo ha un impatto a livello delle entrate fiscali dove, per Ginevra, abbiamo già visto le prospettive delle entrate drasticamente al ribasso. Le persone che perdono il proprio impiego, sovente, non è sicuro che ne trovino un altro, il mercato del lavoro diventa sempre più concorrenziale. Inoltre, come sappiamo, Ginevra conosce una crisi degli alloggi terribile con un costo inaccessibile per la maggior parte dei cittadini. Dunque, la crisi raggiunge il Cantone, la Città di Ginevra e il budget che presenteremo questa sera alla Commissione delle finanze è in deficit. Per il 2012 non è ancora grave, ma nel 2013 sarà peggio perché ci aspettiamo meno entrate fiscali. Quindi, presenteremo un piano di assestamento in quattro anni che includerà un certo numero di misure per l’equilibrio finanziario della Città di Ginevra. Tutti i dipartimenti dovranno prendere delle misure e riflettere su un certo numero di prestazioni laddove si può. Io sono preoccupata per la maggior parte della popolazione, quella a rischio, che lavora enormemente per arrivare alla fine del mese e che non entra nei parametri degli aiuti sociali. Sono preoccupata perché le attenzioni sociali possono aumentare peggiorando la situazione. Sono ansiosa per la gioventù per cui il prossimo futuro si presenta difficile. I nostri giovani, anche se hanno studiato o hanno finito un apprendistato, non è sicuro che trovino un impiego o un alloggio se vogliono lasciare il tetto famigliare. Penso che dobbiamo unirci per trovare delle soluzioni affinché ognuno viva in maniera decente. Questa è una delle mie priorità per mantenere la coesione tra i cittadini.

D. Da qualche anno, la “piccola infanzia” conosce un ampliamento costante dell’utenza, dovuto all’aumento della popolazione; quale sarà l’azione della Città di Ginevra per il futuro?

R. La domanda dei genitori per un posto negli asili nido per i loro figli è effettivamente in forte aumento. Non rispondiamo a tutte le domande oggi. Uno sforzo notevole è in corso, sul piano finanziario e d’investimento, e prevede di mettere in atto la costruzione di nuovi asili nido. Questa è una volontà espressa già dal mio predecessore, Manuel Tornare, che colgo l’occasione per ringraziare per l’eccellente lavoro che ha svolto in questo Dipartimento. Penso anche ad una diversificazione nei modi di controllo, sviluppare e sostenere un po’ meglio l’accoglienza famigliare nelle “mamme di giorno”. C’è un progetto per la creazione di una struttura di coordinamento nella Città di Ginevra, chiesta anche dal Consiglio di Stato per tutti i comuni del Cantone, affinché si offra ai cittadini una struttura di coordinamento per accogliere le “mamme di giorno”, che esercitano un lavoro considerevole per rispondere alle esigenze dei genitori accogliendo i bimbi nel proprio domicilio. Queste donne, sovente, hanno uno statuto precario, e l’idea, con la legge proposta dal Consiglio di Stato, è di migliorare prima il loro statuto, permettere loro di usufruire delle prestazioni sociali e ricevere uno stipendio decente. In rapporto al mio Dipartimento e alla Città di Ginevra, l’idea è quella di migliorare la loro formazione, di mettere a disposizione una piattaforma di scambio per non isolarle nel loro lavoro. C’è la volontà, da parte del Dipartimento che dirigo, di rispondere a queste esigenze importanti. Questo fa parte delle mie funzioni: proporre al Consiglio Amministrativo una soluzione che possa soddisfare tutti. Tutto quello che possiamo fare per la piccola infanzia lo facciamo perché è una missione che ci sembra essenziale in una collettività pubblica, siamo sensibili alla prevenzione e all’evoluzione dei bambini che favorisce l’uguaglianza dei futuri cittadini perché queste strutture sono di eccellente qualità e volgono allo sviluppo dei bambini.

D. Una delle novità nel suo Dipartimento è stata la nomina di una delegata alla vita associativa. Ci potrebbe spiegare in dettaglio di cosa si tratta?

R. Conosco perfettamente il mondo associativo, di cui ho un grande rispetto e so che, spesso con pochi mezzi a disposizione e molta determinazione, risponde a dei bisogni essenziali della società. Ginevra può essere fiera di tutte le associazioni che agiscono, a tutti i livelli, come la vostra, alla vita sociale, per gli anziani, la difesa dei diritti umani ecc.. Dobbiamo esserne fieri perché è al contempo un impegno utile e un impegno alla vita della società civile. Non sono degli impiegati ma degli individui che s’impegnano per un’idea che è loro cara e, a mio parere, è complementare alle attività di una collettività pubblica. Quindi sono convinta che la missione di un Dipartimento come il mio sia quella di favorire la vita associativa, sostenerla nella miglior maniera possibile e farne dei veri partner. Non intendo appropriarmi di quello che fanno le associazioni. La Città di Ginevra deve centrarsi sulle missioni che sono essenziali per i cittadini, ma possiamo anche condividere il nostro lavoro con le associazioni che possono e vogliano essere complementari all’azione che noi portiamo avanti. Quando mi sono presentata come candidata, la vita associativa è stata una delle mie priorità. Oggi è cosa fatta dal momento che ho delegato Brigitte Chapuis, in carica alla vita associativa del mio Dipartimento. Nel caso un’associazione abbia delle preoccupazioni o necessità di essere informata, la signora Chapuis è disponibile per un incontro. Questa è la sua missione. Come pure sostenere il mondo associativo, facilitandole l’impegno, mettendo a disposizione le nostre competenze, e, se possibile, anche finanziariamente. Un modo per testimoniare la mia riconoscenza per il lavoro che fate, di volontariato e senza scopi di lucro”.

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